Cos'è, come si attiva, quanto paga

Chi ha un impianto fotovoltaico e non consuma tutta l'energia che produce si trova con un surplus che finisce in rete. La domanda pratica è sempre la stessa: chi lo paga, quanto e quando. Il ritiro dedicato è la risposta più diffusa: il GSE ritira quell'energia e la paga a un prezzo per ogni kWh immesso, con un minimo garantito che per il 2026 è fissato a 4,75 centesimi di euro/kWh. In sintesi, prima di entrare nel dettaglio: il ritiro dedicato è un contratto con il GSE alternativo alla vendita sul mercato libero; si attiva con il Modello Unico (fino a 200 kW) o dal portale GSE entro 60 giorni dall'entrata in esercizio; il prezzo dipende dal mercato zonale orario, con un pavimento minimo garantito entro certe soglie di produzione; i pagamenti arrivano mensilmente, con due mesi di ritardo rispetto al mese di produzione; e la tassazione, per le persone fisiche con impianti fino a 20 kW, rientra nei redditi diversi, con trasmissione dei dati alla dichiarazione precompilata a partire dal 2026.

Cos'è il ritiro dedicato

Il ritiro dedicato è una modalità semplificata, attiva dal 1° gennaio 2008, con cui il produttore cede al GSE l'energia elettrica immessa in rete, in alternativa alla vendita sul mercato libero: il GSE la ritira e la paga a un prezzo per ogni kWh immesso. È così che la pagina ufficiale del GSE sul ritiro dedicato descrive il meccanismo, ed è la definizione da cui parte ogni valutazione successiva.

Per gli impianti solari non c'è un limite di potenza: chi installa un fotovoltaico di qualsiasi taglia può, in linea di principio, accedere al ritiro dedicato. Per le altre fonti rinnovabili — eolica, geotermica, del moto ondoso, maremotrice e idraulica ad acqua fluente — il limite è fissato a 10 MVA di potenza apparente nominale. Il servizio si rivolge a produttori che non vogliono (o non possono) vendere l'energia sul mercato libero autonomamente, e che preferiscono un canale gestito direttamente dal GSE, con regole e prezzi pubblici.

Il ritiro dedicato non è un incentivo in senso stretto e non è una forma di compensazione dei consumi: è una vendita dell'energia immessa, valorizzata a un prezzo di mercato con un pavimento minimo. Non va confuso né con lo scambio sul posto né con le tariffe onnicomprensive dei vecchi Conti Energia, di cui si parla più avanti.

Contatore elettrico bidirezionale che misura l'energia immessa in rete

Come si attiva

Attivare il ritiro dedicato significa scegliere tra due percorsi diversi, a seconda della taglia e della configurazione dell'impianto. Per gli impianti fotovoltaici presso clienti finali con connessione attiva in bassa o media tensione e potenza non superiore a 200 kW, installati su tetto o a terra, il canale più semplice è il Modello Unico: la richiesta di accesso al ritiro dedicato è contestuale alla richiesta di connessione, il produttore interagisce solo con il gestore di rete e il GSE attiva il contratto in automatico quando riceve i dati. Sono le modalità di accesso indicate dal GSE a descrivere questa procedura come quella pensata per semplificare la vita ai piccoli impianti.

Per chi non rientra nel Modello Unico — o preferisce comunque la via ordinaria — resta il portale dell'Area Clienti GSE, dove la richiesta va presentata entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto. In entrambi i casi il contratto ha durata di anno solare, si rinnova automaticamente e il produttore può recedere in qualsiasi momento con un preavviso di 60 giorni, sempre dal portale.

Modalità Chi può usarla Cosa si fa Quando
Modello Unico Impianti fotovoltaici fino a 200 kW, in bassa o media tensione, su tetto o a terra Richiesta contestuale alla connessione, tramite il gestore di rete Il GSE attiva il contratto alla ricezione dei dati
Procedura ordinaria Impianti che non rientrano nel Modello Unico o che scelgono comunque questa via Richiesta dal portale RID dell'Area Clienti GSE Entro 60 giorni dall'entrata in esercizio

Quanto paga il GSE

Quanto paga il GSE per il ritiro dedicato dipende dal prezzo zonale orario del mercato elettrico nell'ora e nella zona in cui l'energia viene immessa, con un correttivo che protegge i piccoli produttori: un prezzo minimo garantito sotto una certa soglia di produzione annua. Per il 2026 questo minimo è fissato a 4,75 centesimi di euro/kWh fino a 1.500.000 kWh ritirati su base annua; oltre quella soglia si applica il prezzo zonale orario. A fine anno il GSE confronta le due condizioni e riconosce a conguaglio quella più favorevole per il produttore. Sono i dati riportati da la regolazione economica del ritiro dedicato, la pagina che definisce ogni anno le condizioni economiche del servizio.

Il prezzo zonale orario non è un valore fisso: varia per ora e per zona di mercato, e il GSE pubblica periodicamente delle medie a titolo indicativo, non come previsione per il singolo produttore. La media riconosciuta agli impianti a fonte rinnovabile è stata di 11,5 centesimi di euro/kWh nel 2025 e di 12,8 centesimi di euro/kWh nel primo trimestre 2026: numeri utili per farsi un'idea dell'ordine di grandezza, non per calcolare un ricavo atteso, perché il mix orario e zonale di ogni impianto è diverso.

Prezzo Valore Anno o periodo Cosa significa
Prezzo minimo garantito 4,75 centesimi €/kWh 2026, fino a 1.500.000 kWh/anno Pavimento minimo riconosciuto entro la soglia di produzione
Prezzo minimo garantito (confronto) 4,68 centesimi €/kWh 2025 (fonte secondaria, da verificare) Valore dell'anno precedente, citato solo come confronto
Prezzo zonale orario medio 12,8 centesimi €/kWh Primo trimestre 2026 Media indicativa, non un valore garantito né una previsione
Prezzo zonale orario medio 11,5 centesimi €/kWh 2025 Media annua di riferimento, non un valore garantito

Per capire la differenza tra i due estremi, un esempio numerico della Redazione, costruito su ipotesi dichiarate e non su un dato del GSE né su una previsione: per 3.000 kWh immessi in un anno, al prezzo minimo garantito il calcolo è 3.000 × 0,0475 = 142,50 €; allo stesso volume, ma al prezzo medio zonale del primo trimestre 2026 (0,128 €/kWh), il calcolo è 3.000 × 0,128 = 384 €. Il divario tra i due risultati mostra l'ordine di grandezza fra il pavimento minimo e una condizione di mercato più favorevole, non un ricavo atteso: i 3.000 kWh sono un'ipotesi di comodo e il prezzo reale varia per ora e per zona.

Proprietario di un impianto fotovoltaico che controlla i pagamenti e la documentazione al computer

Pagamenti, costi e tasse

Il ritiro dedicato paga per mese di riferimento, ma con un ritardo tecnico fisso: l'energia immessa in un mese viene liquidata due mesi dopo, secondo l'esempio che il GSE stesso fornisce (l'energia di gennaio si paga entro la fine di marzo). A questo si aggiungono due soglie operative: i corrispettivi inferiori a 15 € restano "sottosoglia" e si accumulano nei mesi successivi; una volta detratti i costi amministrativi, lo sbilanciamento e le eventuali trattenute, il pagamento viene effettivamente erogato solo se l'importo residuo è di almeno 5 €.

Ogni anno, inoltre, è dovuto al GSE un corrispettivo annuo di gestione, previsto dal D.M. 24 dicembre 2014, differenziato per fonte e per scaglioni di potenza, con un tetto massimo annuo. Gli impianti fino a 3 kW ne sono esclusi. Il corrispettivo si applica a chi ha avuto una convenzione valida per almeno un giorno dell'anno, calcolato sulla potenza registrata al 1° gennaio, e il GSE lo fattura direttamente dal portale, compensandolo con il primo pagamento mensile dell'anno. È il corrispettivo annuo di gestione previsto dal GSE a fissare gli scaglioni e il tetto, senza intervento del produttore se non nel controllo dell'importo trattenuto.

Sul piano fiscale, per le persone fisiche con impianti fino a 20 kW, i proventi del ritiro dedicato si dichiarano come redditi diversi. Una novità operativa riguarda proprio questo passaggio: dal 2026 il GSE trasmette gli importi all'Agenzia delle Entrate, che li inserisce nella dichiarazione precompilata. Per la propria situazione specifica — regime fiscale, eventuale partita IVA, casi particolari — resta necessario rivolgersi a un commercialista, perché le regole cambiano e la Redazione non fornisce consulenza fiscale personalizzata.

Voce Regola Fonte
Cadenza di pagamento Mensile, con due mesi di ritardo sul mese di riferimento GSE, regolazione economica
Soglia "sottosoglia" Importi inferiori a 15 € si accumulano GSE, regolazione economica
Soglia minima di erogazione Pagamento effettivo solo da 5 € in su GSE, regolazione economica
Corrispettivo annuo di gestione Dovuto salvo impianti fino a 3 kW, per fonte e scaglione di potenza GSE, D.M. 24/12/2014
Tassazione persone fisiche (fino a 20 kW) Redditi diversi; dal 2026 dati trasmessi alla precompilata GSE, regolazione economica

Ritiro dedicato o scambio sul posto

Chi ha un impianto fotovoltaico oggi non ha più la scelta tra le due formule: lo scambio sul posto è stato progressivamente chiuso ai nuovi impianti, e chi installa oggi accede al ritiro dedicato (o alla vendita sul mercato libero), non allo scambio. La differenza sostanziale tra i due meccanismi resta comunque utile per capire cosa comporta ciascuno: lo scambio sul posto compensava economicamente l'energia prelevata con quella immessa, restituendo un valore legato ai consumi; il ritiro dedicato, invece, è una vera vendita dell'energia immessa, valorizzata al prezzo di mercato zonale orario con un minimo garantito, indipendentemente da quanto si preleva in altri momenti. Le due formule non sono compatibili tra loro, e il motivo per cui l'accesso allo scambio sul posto si è progressivamente chiuso ai nuovi impianti è approfondito nell'articolo dedicato del sito.

Aspetto Scambio sul posto Ritiro dedicato
Cosa fa il GSE Compensa economicamente energia prelevata e immessa Ritira e paga l'energia immessa a prezzo di mercato
Come si valorizza l'energia Attraverso un contributo in conto scambio legato ai consumi Al prezzo zonale orario, con minimo garantito entro soglie
Accesso oggi Chiuso ai nuovi impianti Aperto, via Modello Unico o portale GSE
Compatibilità Non compatibile con il ritiro dedicato Non compatibile con lo scambio sul posto né con la tariffa onnicomprensiva
Pagamenti Contributo calcolato e liquidato secondo le regole dello scambio Mensili, con due mesi di ritardo, soglie di 15 € e 5 €

Con cosa si cumula

Il ritiro dedicato è cumulabile con altri incentivi, ma non con tutto: resta incompatibile con lo scambio sul posto e con gli incentivi a tariffa onnicomprensiva, tra cui rientrano gli impianti fotovoltaici dei decreti ministeriali del 5 luglio 2012 e del 5 maggio 2011 (quarto e quinto Conto Energia). Fuori da questi due casi, il GSE lo considera compatibile con altre misure di sostegno.

Un caso specifico riguarda le comunità energetiche rinnovabili: l'energia immessa in rete dagli impianti che fanno parte di una CER può essere valorizzata proprio attraverso il ritiro dedicato, come indicano le comunità energetiche rinnovabili spiegate dal GSE. I dettagli su come funziona una comunità energetica rinnovabile — costituzione, ruoli, incentivi propri della configurazione — sono trattati nell'articolo dedicato del sito.

Un'ultima distinzione riguarda l'accumulo domestico: l'energia che viene immagazzinata in una batteria non viene immessa in rete e quindi non è oggetto del ritiro dedicato. Non è una questione di convenienza ma di struttura del servizio: il GSE paga solo l'energia che effettivamente esce dal contatore verso la rete, non quella che resta nel sistema di stoccaggio dell'utente.

Situazione Compatibile? Fonte
Altri incentivi (generico) Sì GSE, pagina Ritiro Dedicato
Scambio sul posto No GSE, pagina Ritiro Dedicato
Tariffa onnicomprensiva (es. IV e V Conto Energia) No GSE, pagina Ritiro Dedicato
Comunità energetiche rinnovabili Sì, per l'energia immessa in rete GSE, pagina CER
Energia accumulata in batteria Non applicabile: non viene immessa in rete Conseguenza della struttura del servizio

Capannone di una piccola impresa italiana con impianto fotovoltaico in copertura

Domande frequenti

Quanto paga il GSE per il ritiro dedicato nel 2026?

Il GSE paga il prezzo zonale orario, la cui media nel primo trimestre 2026 è stata di 12,8 centesimi di euro/kWh, con un prezzo minimo garantito di 4,75 centesimi di euro/kWh fino a 1.500.000 kWh ritirati su base annua. A fine anno viene riconosciuta la condizione più favorevole tra le due.

Che differenza c'è tra ritiro dedicato e scambio sul posto?

Il ritiro dedicato è una vendita dell'energia immessa a prezzo di mercato zonale, con un minimo garantito; lo scambio sul posto compensava economicamente prelievi e immissioni. Le due formule non sono compatibili tra loro e lo scambio sul posto è chiuso ai nuovi impianti.

Come si attiva il ritiro dedicato?

Per gli impianti fotovoltaici fino a 200 kW si può usare il Modello Unico, con richiesta contestuale alla connessione tramite il gestore di rete. In alternativa, la richiesta ordinaria si presenta dal portale dell'Area Clienti GSE entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto.

Il ritiro dedicato è obbligatorio?

No: il GSE lo presenta come una modalità alternativa alla vendita dell'energia immessa sul mercato libero, non come un obbligo. Chi produce energia in eccesso può scegliere tra il ritiro dedicato e altri canali di vendita, secondo la propria configurazione impiantistica e le proprie esigenze.

Quando paga il GSE?

Il pagamento è mensile, ma arriva con due mesi di ritardo rispetto al mese di produzione: l'energia di gennaio, per esempio, viene liquidata entro fine marzo. Gli importi inferiori a 15 € si accumulano nei mesi successivi e il pagamento effettivo avviene solo quando l'importo residuo raggiunge almeno 5 €.

Il ritiro dedicato si tassa?

Per le persone fisiche con impianti fino a 20 kW, i proventi rientrano tra i redditi diversi. Dal 2026 il GSE trasmette questi importi all'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione precompilata. Per la propria situazione specifica, comprese eventuali partite IVA, è opportuno rivolgersi a un commercialista.

La checklist per chi immette in rete

Chi ha già un impianto attivo, o sta per attivarne uno, può verificare alcuni punti operativi in modo autonomo: controllare quale modalità di accesso spetta all'impianto, tra Modello Unico e procedura ordinaria dal portale; verificare che la convenzione con il GSE sia effettivamente attiva e senza interruzioni; controllare periodicamente sul portale l'arrivo dei pagamenti mensili e la corretta applicazione delle soglie di 15 € e 5 €; conservare i dati dei proventi per la dichiarazione dei redditi, tenendo presente la trasmissione automatica alla precompilata dal 2026; e ricordare che il recesso dal contratto, se necessario, richiede un preavviso di 60 giorni dal portale.

Le regole e i prezzi del ritiro dedicato possono cambiare da un anno all'altro: per la propria situazione specifica, in ogni caso, prevalgono le indicazioni aggiornate sul portale GSE e il parere di un commercialista.