Chi costruisce una casa o rifà a fondo l'impianto si sente dire che il riscaldamento geotermico "consuma la metà", ma costa molto di più di una soluzione ad aria. Di solito mancano i numeri e i criteri per decidere. La domanda utile non è se la pompa di calore geotermica funzioni, perché funziona, ma per quale casa la maggiore spesa iniziale si ripaga davvero.
Questa guida è scritta per chi deve scegliere: famiglie con una casa indipendente, progettisti che preparano un confronto per il cliente, piccole imprese con un capannone o degli uffici da climatizzare. I dati sono aggiornati a ottobre 2026. In sintesi:
- la macchina scambia calore con il sottosuolo (o con l'acqua di falda), dove la temperatura resta quasi costante tutto l'anno;
- d'inverno, alla stessa temperatura di mandata, rende in genere più di una pompa di calore aria-acqua, ma il vantaggio va calcolato caso per caso;
- costa molto di più soprattutto per la perforazione, non per la macchina;
- dal 16 aprile 2026 le sonde a circuito chiuso fino a 80 metri e sotto i 50 kW sono attività libera, mentre fino a 250 metri serve la procedura abilitativa semplificata (PAS);
- nel 2026 si può usare il Conto Termico 3.0 (fino al 65%) oppure la detrazione (50% sull'abitazione principale), mai entrambi sulla stessa spesa.
Come funziona una pompa di calore geotermica
Una pompa di calore geotermica preleva calore dal sottosuolo attraverso sonde verticali profonde di norma fra 50 e 150 metri, collettori orizzontali posati a circa 1,5 metri o pozzi di falda, dove la temperatura resta quasi costante tutto l'anno. Lo cede poi all'impianto di casa, con un ciclo frigorifero identico a quello di ogni pompa di calore. Cambia la sorgente: non l'aria esterna, che d'inverno è fredda proprio quando serve più calore.
Esistono due famiglie. Nel circuito chiuso un fluido, di norma acqua con antigelo, circola in tubi interrati (sonde verticali o collettori orizzontali) e scambia calore con il terreno senza prelevare nulla. Nel circuito aperto, la variante detta pompa di calore acqua acqua, si preleva acqua di falda con un pozzo e la si reimmette con un altro. Per il quadro generale della geotermia a bassa entalpia, delle classi di entalpia e degli usi in Italia, la Redazione rimanda all'articolo di approfondimento sull'energia geotermica, che spiega come funziona l'energia geotermica e dove si usa in Italia: qui interessa solo la parte domestica.
In casa l'impianto si compone di tre elementi: la macchina, un accumulo per l'acqua calda sanitaria e i terminali di emissione. Questi ultimi sono quasi sempre pavimenti radianti o ventilconvettori, perché la resa dipende dalla temperatura di mandata richiesta. D'estate il ciclo può invertirsi per raffrescare, cedendo calore al terreno. Esiste anche una versione a gas ad assorbimento, proposta da produttori come Robur (dato del produttore), ma per le abitazioni la soluzione di gran lunga più diffusa resta quella elettrica.
| Sistema | Come scambia calore | Spazio o profondità | Note |
|---|---|---|---|
| Sonde verticali | Circuito chiuso: fluido con antigelo in tubi infilati in fori nel terreno | Di norma 50-150 m (BibLus-net, 2023); Vaillant indica da 40 a oltre 100 m. Foro di circa 15 cm; distanza fra sonde di almeno 5-6 m (Università di Bologna) o 8-10 m (indicazioni riportate da Infobuildenergia, 2009) | Ingombro in superficie ridotto; il costo dipende dai metri complessivi |
| Collettori orizzontali | Circuito chiuso: tubi posati in scavo, sotto la linea del gelo | Circa 1,5 m di profondità; superficie di terreno pari a circa il doppio di quella riscaldata (dato Vaillant) | Richiedono un giardino ampio e libero da costruzioni |
| Collettori a cesto | Circuito chiuso: tubi avvolti a spirale in scavi più profondi | Fino a circa 4 m (dato Vaillant) | Ingombro in superficie inferiore ai collettori piani |
| Pozzi (acqua-acqua) | Circuito aperto: prelievo e reimmissione di acqua di falda | Dipende dalla falda e dal progetto | Fuori dal decreto nazionale sulle sonde; valgono le regole regionali sull'acqua |
Le profondità e le superfici indicate da Vaillant sono dati del produttore, non medie universali, e le distanze fra sonde variano a seconda della fonte: le fissa il progettista in base al terreno.

Che resa ha rispetto a una pompa di calore aria-acqua
A parità di temperatura di mandata, una geotermica rende in genere di più di una aria-acqua nei mesi freddi, perché la sorgente resta stabile mentre l'aria si raffredda. Non esiste però una percentuale di vantaggio valida per ogni casa: il risparmio dipende da clima, terminali, isolamento e dimensionamento.
Il parametro di riferimento è il coefficiente di prestazione (COP), cioè il rapporto fra calore prodotto ed energia elettrica assorbita in un dato momento. Sull'intera stagione si usa il coefficiente di prestazione stagionale (SCOP). Con il sottosuolo a temperatura costante, il COP non crolla nelle giornate più fredde come accade con l'aria, e lo SCOP risulta più alto.
Le cifre che circolano online, del tipo "dal 30 al 50% in più", non hanno una fonte verificabile: l'articolo di QualEnergia che le riporta è del 2020 e non è più accessibile, e la presentazione del CNR citata in rete non è più disponibile. Una fonte di settore del 2026, Edilizia.com, osserva che il risparmio non si può esprimere con una percentuale buona per tutti. La Redazione non ne riporta nessuna e rimanda allo SCOP dichiarato dal produttore e al calcolo del progettista.
La temperatura di mandata conta quanto la sorgente. Il consumo dipende dallo SCOP alla mandata reale dei terminali: indicativamente 35 °C con il pavimento radiante, 45 °C con i ventilconvettori, 55 °C con i radiatori. Una geotermica collegata a radiatori ad alta temperatura perde parte del suo vantaggio. Per passare da COP e SCOP ai kWh in bolletta serve un metodo, descritto nell'articolo su come si stima il consumo elettrico di una pompa di calore.
Il dimensionamento delle sonde spetta al progettista e dipende dal terreno: non esiste un valore "watt per metro" valido ovunque. Per gli impianti a circuito chiuso sopra i 50 kW la norma nazionale sulle sonde, descritta nella sezione sui permessi, impone di misurare i parametri termici del sottosuolo con un test di risposta termica (TRT) o con indagini dedicate; sotto quella soglia bastano dati di letteratura o stratigrafie già disponibili. Lo stesso testo chiede un fluido a basso impatto ambientale, preferibilmente acqua con eventuale glicole propilenico per uso alimentare, senza inibitori di corrosione, e richiama le norme UNI 11467:2012, UNI 11468:2012 e UNI EN 17522:2023.
Sulla durata, Vaillant indica per la pompa di calore circa 20-25 anni (dato del produttore). Per le sonde interrate la Redazione non ha trovato una cifra verificabile e non ne riporta alcuna.
Quanto costa una pompa di calore geotermica nel 2026
Il prezzo di un impianto geotermico domestico si compone di sei voci: indagine del geologo, perforazione o scavo, sonde e riempimento, macchina con accumulo, terminali radianti e progettazione. Nel costo di un impianto geotermico domestico la voce che fa la differenza è la perforazione delle sonde, più della macchina: il prezzo dipende dai metri complessivi di sonda e dal tipo di terreno.
Per questo un prezzo al metro di perforazione, da solo, è un riferimento incompleto: lo avverte anche Edilizia.com. Due terreni diversi, a parità di potenza, possono portare a preventivi molto distanti. Lo stesso vale per la sonda geotermica costo e il pozzo geotermico costo: senza i metri e la stratigrafia sono numeri senza contesto.
I valori che seguono sono ordini di grandezza tratti da fonti di settore del 2026, non da prezzari ufficiali. Le fonti non sempre dichiarano se l'IVA è inclusa.
- Edilizia.com (aggiornato il 5 agosto 2026): per una casa unifamiliare di dimensioni medie un ordine di grandezza realistico è spesso fra 15.000 e 30.000 euro. Con sonde verticali, perforazioni difficili o potenze elevate si sale fra 20.000 e 35.000 euro, e oltre 40.000 nei casi complessi. Pompa di calore e centrale tecnica pesano circa 8.000-18.000 euro.
- Studio Madera (studio di progettazione, agosto 2026): per una villetta di circa 100 m² un impianto chiavi in mano costa 22.000-26.000 euro; per una di circa 200 m², 41.000-47.000 euro. La stima comprende il pavimento radiante.
| Voce | Casa di circa 100 m² | Casa di circa 200 m² | Cosa la fa variare |
|---|---|---|---|
| Sonde verticali (100 m) | 4.500-6.000 euro | Non indicato dalla fonte | Metri complessivi, tipo di terreno, difficoltà di perforazione |
| In alternativa, sonda orizzontale | 4.000-4.500 euro | Non indicato dalla fonte | Superficie di giardino disponibile, natura del suolo |
| Pompa di calore e accumulo per l'acqua calda | 8.000-10.000 euro | Non indicato dalla fonte | Potenza, marca, capacità dell'accumulo |
| Pavimento radiante | 8.000 euro | Non indicato dalla fonte | Nuova costruzione o riuso dei terminali esistenti |
| Geologo | Circa 1.500 euro | Non indicato dalla fonte | Indagini richieste, regole regionali |
| Professionisti | 10-15% dell'importo lavori | 10-15% dell'importo lavori | Complessità del progetto |
| Totale chiavi in mano | 22.000-26.000 euro | 41.000-47.000 euro | Tutte le voci sopra |
Fonte: Studio Madera, "Quanto costa un impianto geotermico? Conviene 2026", ultima modifica 17 agosto 2026. La stima è coerente con la forbice di Edilizia.com, ma non è un prezzario ufficiale e la pagina non dichiara se l'IVA è inclusa.
Il termine di paragone è una pompa di calore aria-acqua, che secondo le rilevazioni di mercato 2026 costa fra 4.000 e 10.000 euro per macchina e installazione base, a seconda della potenza. Il confronto va fatto con cautela: la cifra della geotermica include perforazione, geologo e spesso i terminali, quella dell'aria-acqua no. Conta la differenza fra due impianti completi e confrontabili.
Il tempo di ritorno non ha un valore generale. La logica è questa: si prende la differenza di investimento fra geotermica e aria-acqua, si sottraggono gli incentivi ottenibili e si divide per il risparmio annuo in bolletta stimato dal progettista con lo SCOP alla mandata reale. Il risultato cambia con il fabbisogno della casa e con il prezzo dell'energia: per questo servono preventivi con le voci separate.

Quali permessi servono per sonde e pozzi
Dal 16 aprile 2026 un impianto geotermico a sonde chiuse sotto i 50 kW, con sonde verticali fino a 80 metri o orizzontali fino a 2 metri, è in attività libera; fino a 500 kW e 250 metri serve la procedura abilitativa semplificata. Sono le due soglie da tenere a mente, e valgono solo per il circuito chiuso.
Il quadro nasce da l'articolo 10 del decreto legislativo 22/2010 sulle piccole utilizzazioni locali. Rientrano in quella categoria gli impianti sotto i 2 MW termici con pozzi fino a 400 metri e le sonde che scambiano calore con il sottosuolo senza prelevare o reimmettere acque calde o fluidi geotermici. Le funzioni amministrative, vigilanza compresa, spettano alle Regioni o agli enti da esse delegati. Le soglie nazionali sono arrivate con il decreto del MASE del 2 aprile 2026 sulle sonde geotermiche (DM n. 108), che sostituisce il DM del 30 settembre 2022 ed è in vigore dal 16 aprile 2026.
| Regime | Sonde orizzontali | Sonde verticali | Potenza termica | Cosa si presenta |
|---|---|---|---|---|
| Attività libera | Fino a 2 m | Fino a 80 m | Inferiore a 50 kW | Modello unico semplificato sulla piattaforma SUER, entro 5 giorni dall'entrata in esercizio |
| PAS (procedura abilitativa semplificata) | Fino a 3 m | Fino a 250 m | Inferiore a 500 kW | Comunicazione con il modello unico PAS su SUER |
| Oltre le soglie o circuito aperto | Oltre 3 m | Oltre 250 m | 500 kW o più | Fuori dal decreto nazionale: valgono le procedure regionali, da verificare con la Regione |
Il decreto fissa alcune condizioni che contano per un privato:
- Edifici esistenti: i due regimi valgono solo se l'intervento non cambia la destinazione d'uso, non tocca parti strutturali e non aumenta unità immobiliari o parametri urbanistici. Per le nuove costruzioni l'impianto rientra nel titolo edilizio.
- Distanza dal confine: le sonde verticali devono stare ad almeno 4 metri dai terreni confinanti non nella disponibilità del proprietario; per le orizzontali la distanza è pari alla profondità dello scavo. Si può derogare con l'accordo del vicino.
- Registro: i dati dell'impianto vanno inseriti nel registro telematico regionale delle piccole utilizzazioni locali; le Regioni hanno 180 giorni per istituirlo.
- Disposizioni regionali: il decreto fa salve le PAS già avviate con il DM 2022 e le ulteriori disposizioni delle Regioni.
Un esempio del prima e dopo viene dall'Emilia-Romagna. Nel marzo 2025 la perforazione di una sonda verticale di 120 metri per una pompa di calore residenziale da 2,85 kW richiese un'autorizzazione di ARPAE con studio idrogeologico: domanda il 19 febbraio, rilascio il 25 marzo 2025 (determina DET-AMB-2025-1779). Con le regole attuali lo stesso impianto, che supera gli 80 metri, ricadrebbe nella PAS.
I pozzi seguono un'altra strada. Con il circuito aperto si preleva e si reimmette acqua di falda, e il decreto li esclude espressamente, rinviando la loro disciplina a un successivo provvedimento per le implicazioni sulla tutela delle acque sotterranee. Restano le procedure regionali sull'uso dell'acqua. Prima di impostare il progetto conviene chiedere alla Regione quali disposizioni ulteriori valgano nel proprio territorio.

Incentivi 2026: Conto Termico o detrazione
Nel 2026 una pompa di calore geotermica che sostituisce un vecchio generatore può ottenere il Conto Termico 3.0 fino al 65% delle spese ammissibili, in alternativa alla detrazione del 50% sull'abitazione principale. I due canali non si sommano sulla stessa spesa: va scelto prima di firmare.
Il Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025) è un contributo a fondo perduto erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE); le regole sono sulla pagina del GSE sul Conto Termico 3.0. Fra gli interventi ammessi c'è la sostituzione di generatori esistenti con pompe di calore, comprese le geotermiche a sonde orizzontali o verticali. Per i privati vale solo per gli interventi di produzione di calore da fonti rinnovabili. Il punto decisivo: serve un generatore da sostituire, quindi una casa nuova senza impianto preesistente resta fuori. Requisiti e iter sono nell'articolo su chi può accedere al Conto Termico 3.0 e come si presenta la domanda.
La detrazione fiscale dipende dal tipo di immobile. Le aliquote delle detrazioni per il risparmio energetico indicate dall'Agenzia delle Entrate sono, per il 2026, 50% per l'abitazione principale e 36% per gli altri immobili. Nel 2027 scendono a 36% e 30% (legge 199/2025, art. 1, comma 22). Per una nuova costruzione, dove il Conto Termico non è disponibile, la detrazione va verificata sul caso specifico con un professionista.
| Incentivo | Quanto vale nel 2026 | Condizione chiave | Come si incassa |
|---|---|---|---|
| Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025) | Fino al 65% delle spese ammissibili | Sostituzione di un generatore di calore esistente; per i privati solo produzione di calore da rinnovabili | Contributo a fondo perduto del GSE, in un'unica soluzione fino a 15.000 euro; domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori |
| Detrazione fiscale per il risparmio energetico | 50% per l'abitazione principale, 36% per gli altri immobili (nel 2027: 36% e 30%) | Non cumulabile con il Conto Termico sulla stessa spesa | Come detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi |
Con una spesa dell'ordine delle decine di migliaia di euro, la scelta fra i due canali cambia in modo sensibile il costo netto: conviene farla con il termotecnico o il commercialista, sul preventivo reale.
Quando conviene davvero, e quando no
La geotermica ha senso soprattutto per una casa indipendente nuova o ristrutturata a fondo, con terminali radianti, un fabbisogno termico alto e un terreno accessibile ai mezzi di perforazione. Conviene molto meno per un appartamento, per una casa piccola e ben isolata o quando il budget è il vincolo principale.
I criteri a favore sono quattro. Il primo è la bassa temperatura di mandata, che è il terreno ideale per una sorgente stabile. Il secondo è un fabbisogno elevato o un clima freddo, perché è lì che la differenza di SCOP si trasforma in kWh risparmiati. Il terzo è la necessità di raffrescare, che sfrutta la stessa infrastruttura. Il quarto è un contesto in cui l'unità esterna di una aria-acqua crea problemi di rumore o vincoli di spazio e paesaggio.
Contro la geotermica pesano gli svantaggi concreti: investimento iniziale molto più alto, bisogno di terreno e di accesso per le macchine, indagine e progetto sul terreno reale, pratica burocratica oltre le soglie di attività libera. Su una casa con fabbisogno basso il risparmio in esercizio può non ripagare la differenza. Anche il fotovoltaico incide sul confronto, perché abbassa il costo dell'energia che la macchina consuma: i numeri sono nell'articolo su quanto si risparmia abbinando fotovoltaico e pompa di calore, e valgono per entrambe le tecnologie.
| Situazione | Geotermica | Aria-acqua | Perché |
|---|---|---|---|
| Nuova costruzione con pavimento radiante | Indicata | Valida | Mandata bassa: la sorgente stabile rende al meglio; la differenza va confrontata con l'extra costo |
| Ristrutturazione profonda con terminali a bassa temperatura | Indicata | Valida | Il rifacimento dei terminali azzera il vincolo della mandata alta |
| Fabbisogno termico alto o clima freddo | Indicata | Da verificare | Nelle giornate fredde la sorgente stabile pesa di più sullo SCOP |
| Necessità di raffrescare | Indicata | Valida | La geotermica può raffrescare sfruttando il terreno; il progetto deve considerare il calore restituito |
| Giardino ampio e accessibile ai mezzi | Indicata | Valida | Permette sia sonde sia collettori orizzontali |
| Unità esterna problematica (rumore, vincoli) | Da valutare | Meno adatta | La geotermica non ha unità esterna ad aria |
| Appartamento senza terreno | Non praticabile | Soluzione normale | Mancano spazio e titolo per sonde e scavi |
| Casa piccola, ben isolata, fabbisogno basso | Spesso non conviene | Spesso preferibile | Il risparmio annuo può non ripagare la differenza di investimento |
| Budget limitato | Poco adatta | Preferibile | Perforazione e progetto pesano molto sul costo iniziale |
| Terreno o falda che rendono la perforazione costosa | Da valutare con il geologo | Preferibile | Il costo cresce con i metri e con la difficoltà di perforazione |
| Radiatori a 55 °C non sostituiti | Vantaggio ridotto | Vantaggio ridotto | Con mandata alta calano le prestazioni di entrambe |
La scelta definitiva spetta al termotecnico e al geologo, che lavorano sul terreno e sull'edificio reali: questa tabella indica i criteri, non sostituisce il progetto.
Domande frequenti
Le risposte che seguono riprendono in forma breve i punti trattati sopra.
Quali sono gli svantaggi della pompa di calore geotermica?
Il costo iniziale è molto più alto di una pompa di calore ad aria, soprattutto per la perforazione delle sonde o lo scavo dei collettori. Servono terreno disponibile, accesso per i mezzi, un progetto sul terreno reale e, oltre gli 80 metri di sonda o i 50 kW, una procedura abilitativa semplificata. Su una casa piccola o con fabbisogno basso il risparmio in esercizio può non ripagare la differenza di investimento.
Quanto costa un impianto geotermico per una casa di 200 metri quadri?
Non esistono prezzi ufficiali. Uno studio di progettazione stima, ad agosto 2026, fra 41.000 e 47.000 euro chiavi in mano per una villetta di circa 200 metri quadri, pavimento radiante compreso. Il prezzo reale dipende soprattutto dai metri di sonda, dal terreno e da quanto dell'impianto esistente si può riusare: servono preventivi con le voci separate.
Quanto è profonda una sonda geotermica?
Le sonde verticali per le abitazioni scendono di norma fra 50 e 150 metri; la lunghezza complessiva la calcola il progettista in base alla potenza e al terreno. La profondità conta anche per i permessi: fino a 80 metri, sotto i 50 kW, l'impianto è in attività libera. I collettori orizzontali invece stanno a circa 1,5 metri.
Serve un permesso per installare una pompa di calore geotermica?
Dipende dalle dimensioni. Dal 16 aprile 2026, per le sonde a circuito chiuso, sotto i 50 kW con sonde verticali fino a 80 metri o orizzontali fino a 2 metri basta l'attività libera, con una comunicazione entro cinque giorni dall'entrata in esercizio; fino a 500 kW e 250 metri serve la procedura abilitativa semplificata. I sistemi a pozzi di falda seguono le regole regionali sull'acqua.
La pompa di calore geotermica rientra nel Conto Termico 3.0?
Sì, quando sostituisce un generatore di calore esistente: il Conto Termico 3.0 ammette le pompe di calore geotermiche a sonde orizzontali o verticali e riconosce un contributo del GSE fino al 65% delle spese ammissibili. In alternativa, sulla stessa spesa, si può usare la detrazione del 50% per l'abitazione principale nel 2026.
Una pompa di calore geotermica può anche raffrescare?
Sì. Molti sistemi geotermici invertono il ciclo d'estate e cedono calore al terreno, e alcuni permettono un raffrescamento diretto con la sola circolazione del fluido nelle sonde. In quel caso il progetto deve tenere conto del calore restituito al terreno in estate, e il dimensionamento delle sonde cambia rispetto al solo riscaldamento.
La checklist prima di chiedere un preventivo
Prima di contattare le imprese conviene mettere in ordine otto punti, che rendono i preventivi confrontabili:
- Fabbisogno termico della casa, calcolato dal termotecnico, non stimato a occhio.
- Terminali e temperatura di mandata: pavimento radiante, ventilconvettori o radiatori, e quale mandata richiedono.
- Spazio e accesso per la perforazione o lo scavo, comprese le distanze dai confini.
- Indagine del geologo sul terreno e sulla falda.
- Regole della propria Regione: registro, disposizioni ulteriori, procedure per i pozzi.
- Confronto con una aria-acqua a parità di progetto, con impianti completi e confrontabili.
- Incentivo scelto prima di firmare: Conto Termico (se c'è un generatore da sostituire) oppure detrazione.
- Preventivo con voci separate: metri di sonda, SCOP alla mandata reale, macchina, accumulo, terminali, progettazione, indicazione dell'IVA.
Prezzi, incentivi e regole regionali cambiano nel tempo: in caso di differenza prevalgono il progettista, il geologo, le regole del GSE e dell'Agenzia delle Entrate.




