Cos'è PVGIS e chi lo sviluppa
Un preventivo per un impianto fotovoltaico riporta quasi sempre una produzione annua attesa in kWh, ma raramente spiega da dove arrivi quel numero: quale irraggiamento è stato usato, quali perdite, quale inclinazione. PVGIS è lo strumento che permette di rifare lo stesso calcolo in modo indipendente, gratuito e in pochi minuti, partendo solo dall'indirizzo dell'impianto.
PVGIS, acronimo di Photovoltaic Geographical Information System, è un'applicazione web gratuita e ad accesso libero sviluppata dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea. Fornisce dati di radiazione solare e stime di prestazione di un impianto fotovoltaico per qualunque località del mondo, esclusi i Poli, senza bisogno di registrazione. Chiunque — una famiglia che valuta un preventivo, un tecnico, un amministratore di condominio — può usarlo online dal browser.
Prima di entrare nel dettaglio, un riepilogo dei punti chiave: PVGIS è gratuito e non richiede account; i cinque input che determinano il risultato sono potenza in kWp, perdite di sistema, tipo di montaggio, inclinazione e azimut; il valore di perdite predefinito dallo strumento è il 14%; per 1 kWp orientato a sud, in simulazioni della Redazione del 23 settembre 2026, la produzione media stimata è di circa 1.365 kWh a Milano, 1.484 kWh a Roma e 1.531 kWh a Palermo; e in ogni caso PVGIS restituisce una stima media su anni passati, non una garanzia di produzione futura.
Va detto con chiarezza cosa lo strumento calcola e cosa no. Lo strumento PVGIS del Joint Research Centre stima irraggiamento e produzione energetica di un impianto fotovoltaico dati i suoi parametri tecnici e la sua posizione geografica; non è un progetto esecutivo, non dimensiona i cavi né sceglie l'inverter, e non tiene conto dell'ombra proiettata da un edificio vicino o da un albero a meno che l'utente non carichi manualmente il profilo dell'orizzonte. È quindi uno strumento di verifica e di prima stima, non un sostituto del sopralluogo tecnico.
Va segnalato anche un punto di orientamento pratico: esistono siti commerciali con nomi simili a PVGIS, che offrono prodotti a pagamento e non hanno alcun legame con il servizio della Commissione Europea. Il servizio ufficiale del JRC è sempre riconoscibile dal dominio europa.eu ed è completamente gratuito: se un sito chiede un pagamento per una simulazione "PVGIS", non è il servizio ufficiale.
Da dove arrivano i dati: SARAH-3, ERA5 e le versioni 5.3 e 6
I numeri che PVGIS restituisce non sono calcolati "in tempo reale" da un satellite: provengono da due database costruiti su anni di osservazioni, uno di radiazione solare e uno di dati meteorologici, e da una versione precisa del software che li elabora. Sapere quale versione e quale database ha generato un risultato è ciò che permette di confrontare due simulazioni fatte in momenti diversi.
Alla data di settembre 2026 la versione in produzione dello strumento è PVGIS 5.3, rilasciata a settembre 2024. Questa versione utilizza il database radiativo satellitare PVGIS-SARAH3, che copre il periodo 2005–2023 e ha sostituito il precedente SARAH-2 (fermo al 2020), insieme ai dati meteorologici ERA5 ed ERA5-Land, anch'essi aggiornati al 2023. Con SARAH-3 la copertura geografica si è inoltre estesa fino a 25 km oltre la linea di costa, un dettaglio utile per chi valuta impianti in zone costiere. I dati satellitari SARAH hanno una risoluzione di circa 5 km, più fine di quella dei dati di rianalisi ERA5, che è più grossolana: per questo motivo, in aree con orografia complessa, i due database possono restituire stime leggermente diverse per lo stesso punto.
Accanto alla 5.3 è disponibile, in beta, PVGIS 6, che secondo la pagina della versione beta PVGIS 6 del JRC introduce un nuovo backend scritto in Python e una nuova interfaccia per le chiamate API, con dati che coprono il periodo 2013–2024. Il JRC descrive i dati sottostanti come "essenzialmente invariati" rispetto alla 5.3, ma trattandosi di una beta l'interfaccia e alcune funzioni possono ancora cambiare, e non è stata comunicata una data di uscita definitiva. Per un uso corrente, in un preventivo o in una verifica, la versione di riferimento resta quindi la 5.3.
| Versione | Stato | Database e anni | Cosa cambia |
|---|---|---|---|
| PVGIS 5.3 | In produzione | PVGIS-SARAH3 (2005–2023), ERA5/ERA5-Land (2005–2023) | Versione di riferimento, rilasciata a settembre 2024; copertura estesa a 25 km dalla costa |
| PVGIS 6 | Beta | Dati 2013–2024, "essenzialmente invariati" secondo il JRC | Nuovo backend in Python, nuova API; interfaccia ancora in evoluzione |
Chi salva o allega una simulazione a un preventivo dovrebbe sempre riportare, insieme al risultato, la versione dello strumento e il database usato: sono indicati in fondo alla pagina dei risultati e sono l'unico modo per rendere il numero verificabile in seguito, anche a distanza di mesi.

Come si usa PVGIS, passo per passo
L'intera procedura, dall'apertura dello strumento al download del risultato, richiede pochi minuti: si sceglie la scheda dedicata all'impianto connesso in rete, si individua la posizione, si impostano potenza, perdite e orientamento dei moduli, e si avvia il calcolo. Ogni campo ha un valore predefinito ragionevole, ma conoscerne il significato evita gli errori più comuni, come lasciare un'inclinazione a caso o dimenticare di controllare l'azimut.
- Aprire lo strumento e scegliere la scheda "FV in rete". L'interfaccia italiana propone diverse schede — FV in rete, Inseguitori, FV autonoma, Dati mensili, Dati giornalieri, Dati orari, TMY (anno meteorologico tipo) — per un impianto domestico o aziendale connesso alla rete elettrica va usata "FV in rete". Errore comune: usare la scheda "FV autonoma", pensata per sistemi isolati con batteria a sé stanti.
- Cercare l'indirizzo o inserire le coordinate. Si può digitare un indirizzo nella mappa oppure inserire direttamente latitudine e longitudine: le coordinate sono il metodo più preciso quando l'edificio non compare bene sulla mappa. Errore comune: fermarsi al centro del comune invece di individuare il tetto esatto, il che può introdurre differenze di irraggiamento in zone collinari o costiere.
- Scegliere database e tecnologia. Va selezionato il database radiativo (di norma PVGIS-SARAH3 per l'Europa) e la tecnologia dei moduli — silicio cristallino, film sottile CIS/CIGS, CdTe, oppure "altra/sconosciuta" — che determina anche una perdita termica diversa nel modello di calcolo.
- Inserire la potenza in kWp. Il valore va espresso in condizioni di test standard (STC: 1000 W/m² di irraggiamento e 25 °C di temperatura del modulo), lo stesso dato riportato sulla scheda tecnica dei moduli o nel preventivo. Errore comune: confondere la potenza di picco con la potenza dell'inverter, che spesso è diversa.
- Impostare le perdite del sistema. Il valore predefinito è 14% e comprende cavi, inverter, sporco o neve sui moduli e degrado nel tempo; è modificabile, ma cambiarlo senza una ragione tecnica dichiarata rende il risultato meno confrontabile.
- Scegliere montaggio, inclinazione e azimut, oppure far ottimizzare a PVGIS. Si può selezionare montaggio libero (con aria che circola dietro i moduli) o integrato nell'edificio (senza ventilazione); si imposta poi l'inclinazione dei moduli e l'azimut, dove 0° corrisponde a sud, −90° a est e +90° a ovest. In alternativa lo strumento può calcolare automaticamente l'inclinazione, e in alcuni casi anche l'azimut, che massimizza la resa annua nel punto scelto.
- Impostare eventualmente l'orizzonte. Per default lo strumento usa un profilo di orizzonte ricavato dai propri dati; è possibile disattivarlo o caricarne uno personalizzato da file, con le altezze angolari in gradi misurate dal nord in senso orario, per tenere conto di ombreggiamenti locali come edifici vicini o rilievi.
- Avviare il calcolo e scaricare il risultato. Il calcolo produce una pagina di risultati esportabile in PDF o CSV: conviene salvare sempre questo file, perché contiene tutti gli input usati e permette di riprodurre la simulazione in un secondo momento.
| Campo | Cosa inserire | Valore predefinito o esempio |
|---|---|---|
| Database radiativo | PVGIS-SARAH3 per l'Europa | SARAH3 |
| Tecnologia | Silicio cristallino, film sottile o altro | Silicio cristallino |
| Potenza di picco | kWp in condizioni STC | Dipende dall'impianto (es. 1 kWp, 6 kWp) |
| Perdite di sistema | Percentuale di perdita totale | 14% |
| Tipo di montaggio | Libero o integrato nell'edificio | Libero |
| Inclinazione | Gradi rispetto all'orizzontale | Calcolabile automaticamente |
| Azimut | 0° sud, −90° est, +90° ovest | Calcolabile automaticamente |
Il manuale d'uso ufficiale di PVGIS descrive nel dettaglio ogni campo dell'interfaccia e resta il riferimento da consultare per casi particolari, come impianti con inseguitori solari o con moduli su più falde.

I parametri che cambiano davvero il risultato
Tra tutti i campi dell'interfaccia, cinque determinano quasi per intero il risultato finale: la potenza installata, le perdite di sistema, il tipo di montaggio, l'inclinazione e l'azimut. Capire cosa rappresenta ciascuno aiuta a evitare simulazioni fuorvianti, per esempio inserendo una potenza in condizioni di funzionamento reale invece che in condizioni standard.
La potenza di picco in kWp è definita in condizioni di test standard (1000 W/m² e 25 °C) ed è il numero che compare sulla scheda tecnica dei moduli o nel preventivo: è il punto di partenza di ogni simulazione, perché tutti gli altri output sono proporzionali a questo valore.
Le perdite del sistema sono impostate per default al 14% dal JRC e comprendono cavi, inverter, sporco o neve sui moduli e il degrado nel tempo dei pannelli. Questo valore è modificabile dall'utente: alzarlo o abbassarlo è una scelta legittima, ma va sempre dichiarata insieme al risultato, perché cambia sensibilmente la produzione stimata. È bene distinguere questo dato, fissato dallo strumento, dalle indicazioni "tipiche" che alcuni installatori usano nella pratica professionale: sono prassi di settore, non valori certificati dal JRC, e non vanno confuse con il predefinito dello strumento.
Il tipo di montaggio incide sulla temperatura di esercizio dei moduli: un'installazione libera, con aria che circola dietro i pannelli, li mantiene più freschi; un'installazione integrata nell'edificio, senza ventilazione, può portare i moduli a una temperatura superiore di circa 15 °C rispetto al montaggio libero, con una resa inferiore perché il silicio cristallino perde efficienza al crescere della temperatura.
Inclinazione e azimut determinano quanta radiazione solare colpisce effettivamente il piano dei moduli nell'arco dell'anno. PVGIS può calcolare automaticamente la combinazione che massimizza la resa annua per il punto scelto, un'opzione utile come riferimento anche quando l'inclinazione reale del tetto è vincolata dalla struttura dell'edificio.
Infine, l'orizzonte permette di inserire ombreggiamenti locali — edifici vicini, alberi, rilievi — che altrimenti il modello non considera: è il parametro più spesso trascurato, ma può fare una differenza sensibile per impianti in centri storici o in valle.
| Parametro | Cosa significa | Valore predefinito | Effetto sul risultato |
|---|---|---|---|
| Potenza di picco (kWp) | Potenza in condizioni STC (1000 W/m², 25 °C) | Da inserire | Proporzionale alla produzione stimata |
| Perdite di sistema | Cavi, inverter, sporco/neve, degrado | 14% | Riduce la produzione lorda stimata |
| Tipo di montaggio | Libero (ventilato) o integrato (non ventilato) | Libero | L'integrato può scaldare i moduli fino a +15 °C, con resa inferiore |
| Inclinazione | Angolo dei moduli rispetto all'orizzontale | Calcolabile da PVGIS | Determina quanta radiazione arriva sul piano |
| Azimut | Orientamento (0° sud, −90° est, +90° ovest) | Calcolabile da PVGIS | Sposta la produzione tra mattina e pomeriggio |
| Orizzonte | Ombre di edifici, alberi, rilievi | Profilo predefinito di PVGIS | Riduce la stima se caricato un profilo reale con ostacoli |

Quanto produce 1 kWp a Milano, Roma e Palermo
Per avere un ordine di grandezza concreto, la Redazione ha eseguito tre simulazioni con PVGIS 5.3 il 23 settembre 2026, usando l'API pubblica dello strumento con gli stessi input di base: 1 kWp di silicio cristallino, montaggio libero, azimut 0° (sud), perdite di sistema al 14%, database PVGIS-SARAH3. L'unica variabile è l'inclinazione, scelta dalla Redazione e non ottimizzata automaticamente da PVGIS: 35° per Milano, 30° per Roma e Palermo.
| Città | Inclinazione | Produzione annua (kWh per kWp) | Irraggiamento sul piano (kWh/m²) | Scarto standard annuo (kWh) |
|---|---|---|---|---|
| Milano (45,464 N, 9,19 E) | 35° | 1.364,79 | 1.759,55 | 64,82 |
| Roma (41,9 N, 12,5 E) | 30° | 1.484,11 | 1.918,19 | 55,57 |
| Palermo (38,116 N, 13,361 E) | 30° | 1.530,56 | 1.965,62 | 43,65 |
In una simulazione PVGIS 5.3 della Redazione del 23 settembre 2026, 1 kWp di silicio cristallino orientato a sud con perdite del 14% produce in media circa 1.365 kWh l'anno a Milano, 1.484 kWh a Roma e 1.531 kWh a Palermo.
Per stimare un impianto reale basta moltiplicare questi valori per la potenza in kWp, mantenendo le stesse condizioni: un impianto da 6 kWp a Roma, nelle stesse condizioni della tabella, corrisponde a circa 6 × 1.484,11 ≈ 8.905 kWh l'anno. È un calcolo aritmetico semplice, ma valido solo se inclinazione, azimut, perdite e database dichiarati coincidono con quelli usati per stimare l'impianto reale: cambiando anche solo l'inclinazione il risultato cambia.
I dati mensili mostrano la stagionalità attesa in Italia: a Milano la produzione stimata passa da 76,85 kWh per kWp a gennaio a 158,69 kWh a luglio, per poi scendere a 64,57 kWh a dicembre. A Roma si passa da 84,05 kWh a gennaio a 168,25 kWh a luglio e 79,10 kWh a dicembre; a Palermo da 87,70 kWh a gennaio a 170,48 kWh a luglio e 82,66 kWh a dicembre.
| Città | Gennaio (kWh/kWp) | Luglio (kWh/kWp) | Dicembre (kWh/kWp) |
|---|---|---|---|
| Milano | 76,85 | 158,69 | 64,57 |
| Roma | 84,05 | 168,25 | 79,10 |
| Palermo | 87,70 | 170,48 | 82,66 |
Un ultimo dato merita attenzione: le perdite totali mostrate nei risultati (circa il 22-23% nelle tre simulazioni) sono più alte del 14% impostato come perdite di sistema. La differenza è dovuta agli effetti di temperatura sui moduli e all'angolo di incidenza della radiazione, che PVGIS calcola separatamente e somma alle perdite dichiarate: il 14% è un input dell'utente, il 22% circa è un output del modello.
Va infine ricordato che una città non è un indirizzo: le coordinate usate in queste simulazioni corrispondono a un punto di riferimento urbano, non al tetto specifico di un edificio. Per un preventivo reale la simulazione andrebbe rifatta con le coordinate esatte dell'immobile.
Come leggere i risultati
La pagina dei risultati di PVGIS contiene diverse informazioni che rispondono a domande diverse: quanto produce l'impianto in media, quanta radiazione arriva sui moduli, come si distribuisce nell'arco dell'anno e quanto può variare da un anno all'altro. Ogni voce ha un uso pratico specifico, ed è bene non fermarsi al solo numero della produzione annua.
| Voce del risultato | Cosa misura | Come usarla |
|---|---|---|
| Produzione annua media | Stima della produzione elettrica in kWh, sull'intero anno | Confrontarla con quanto dichiarato in un preventivo, a parità di input |
| Irraggiamento sul piano dei moduli | Energia solare disponibile sul piano inclinato dei pannelli (kWh/m²) | Verificare quanto incidono inclinazione e azimut scelti |
| Grafico/tabella mensile | Distribuzione della produzione mese per mese | Capire la stagionalità e programmare i consumi maggiori nei mesi favorevoli |
| Scarto standard annuo | Variabilità della produzione tra un anno e l'altro nella serie storica | Interpretare gli scostamenti come normale variabilità, non come errore |
| Ripartizione delle perdite | Quota di perdita dovuta a temperatura, angolo di incidenza, perdite di sistema | Distinguere il 14% impostato dalle perdite aggiuntive calcolate dal modello |
È utile inoltre distinguere due concetti che PVGIS non separa da solo: i kWh prodotti, cioè l'intera energia generata dai moduli, e i kWh utili all'utente finale, che dipendono da quanta energia viene autoconsumata in casa e quanta viene immessa in rete. PVGIS calcola la produzione, non il bilancio economico o energetico dei consumi: per quello servono i dati orari, trattati nella sezione successiva.
Dati mensili e orari: quando servono
Oltre alla stima annua, PVGIS mette a disposizione dati più granulari — mensili, giornalieri, orari e l'anno meteorologico tipo (TMY) — utili quando la domanda non è "quanto produce l'impianto in un anno" ma "quanto produce ora per ora", per esempio per valutare quanta energia si autoconsuma in casa o se conviene installare una batteria di accumulo.
Le schede "Dati mensili" e "Dati giornalieri" restituiscono l'andamento dell'irraggiamento e della produzione con una risoluzione temporale intermedia, utile per capire quali mesi o quali giorni tipo sono più critici. La scheda "Dati orari" va oltre: per ogni ora dell'anno fornisce l'irraggiamento sul piano dei moduli e la potenza fotovoltaica stimata, scaricabili in formato CSV o JSON. Confrontando questi dati orari con il profilo di consumo di un'abitazione — se disponibile, per esempio dai dati del contatore — si può stimare quanta energia prodotta coincide nel tempo con i consumi, un'informazione centrale per valutare l'utilità di una batteria o per dimensionare una comunità energetica rinnovabile.
La scheda TMY, infine, genera un anno meteorologico tipo: una sequenza oraria costruita a partire dalla serie storica, rappresentativa delle condizioni climatiche medie del sito, spesso usata come input per software di simulazione energetica più complessi.
È importante ricordare un limite strutturale: PVGIS non conosce i consumi dell'utente. Fornisce solo il lato della produzione; l'incrocio con i consumi, quando serve, va fatto separatamente, importando entrambi i dataset in un foglio di calcolo o in un software dedicato.

Quanto ci si può fidare: limiti e confronto con la produzione reale
Chi confronta la stima di PVGIS con la produzione letta sull'inverter dopo un anno di funzionamento si chiede spesso quanto ci si possa fidare del numero dello strumento. La risposta breve è che PVGIS calcola una media su una serie storica di anni passati, non una previsione dell'anno specifico che verrà, e riporta esplicitamente quanto questa media può oscillare da un anno all'altro attraverso lo scarto standard mostrato nei risultati.
Alcuni fattori possono far scostare la produzione reale dalla stima anche quando gli input sono corretti. Le ombre locali — edifici vicini, alberi, camini sul tetto — non entrano nel modello a meno che l'utente non carichi manualmente il profilo dell'orizzonte: un impianto parzialmente ombreggiato produrrà meno di quanto stimato da una simulazione senza orizzonte personalizzato. Sporco sui moduli, accumulo di neve e degrado dei pannelli nel tempo sono invece già inclusi, in forma di media statistica, nelle perdite di sistema impostate dall'utente: se queste condizioni sono più severe del previsto nella zona specifica, la percentuale di perdita andrebbe alzata di conseguenza.
Per un confronto corretto tra stima e produzione reale conviene sempre usare un anno solare intero, mai un singolo mese: la stagionalità naturale (gennaio contro luglio, come mostrato nelle tabelle precedenti) rende poco significativo qualunque confronto su periodi brevi. Lo scarto standard riportato da PVGIS per la propria serie storica — alcune decine di kWh per kWp nelle tre città esaminate in questo articolo — è il riferimento ufficiale con cui interpretare uno scostamento come normale variabilità piuttosto che come anomalia.
PVGIS stima una produzione media su anni passati e riporta lo scarto standard da un anno all'altro; un impianto reale può scostarsene per ombre, esposizione e perdite diverse da quelle impostate. Se lo scostamento tra stima e produzione reale, misurato su un anno intero e a parità di input dichiarati, risulta ampio e persistente, la valutazione tecnica del caso spetta all'installatore o a un tecnico abilitato, non a un confronto fatto in autonomia con lo strumento.
Domande frequenti
Cos'è il PVGIS?
PVGIS è un'applicazione web gratuita sviluppata dal Joint Research Centre della Commissione Europea, che fornisce dati di radiazione solare e stime di produzione per un impianto fotovoltaico in qualunque località del mondo esclusi i Poli. Non richiede registrazione ed è accessibile online a chiunque, senza costi.
PVGIS è gratuito e serve registrarsi?
Sì, PVGIS è completamente gratuito e ad accesso libero: non richiede la creazione di un account né l'inserimento di dati personali per essere usato. È sufficiente aprire lo strumento dal browser e inserire i parametri dell'impianto da simulare.
Qual è la differenza tra PVGIS 5.3 e PVGIS 6?
PVGIS 5.3 è la versione attualmente in produzione, basata sui database PVGIS-SARAH3 ed ERA5/ERA5-Land con dati fino al 2023. PVGIS 6 è ancora in beta, con un nuovo backend e una nuova interfaccia API e dati fino al 2024; secondo il JRC i dati sottostanti restano "essenzialmente invariati" rispetto alla 5.3.
Che valore di perdite conviene inserire in PVGIS?
Il valore predefinito impostato dal JRC è il 14%, e comprende cavi, inverter, sporco o neve sui moduli e degrado nel tempo. È modificabile dall'utente, ma ogni cambiamento andrebbe dichiarato esplicitamente insieme al risultato per renderlo confrontabile con altre simulazioni.
Come si calcola l'irraggiamento solare?
PVGIS calcola l'irraggiamento a partire dai dati satellitari e meteorologici del database scelto (per esempio PVGIS-SARAH3), proiettandolo sul piano dei moduli in base all'inclinazione e all'azimut impostati. Il valore in kWh/m² per l'intero anno, e mese per mese, compare nella pagina dei risultati e nella scheda "Dati mensili".
Dove posso trovare un simulatore di posizionamento fotovoltaico gratuito?
PVGIS, sviluppato dal Joint Research Centre della Commissione Europea, è uno strumento gratuito che stima produzione e irraggiamento in base a posizione, inclinazione e azimut dei moduli. Va tenuto presente che si tratta di una stima statistica: non sostituisce il progetto esecutivo di un installatore o di un tecnico abilitato.
Quanti metri quadri occorrono per un impianto fotovoltaico da 6 kW?
Non esiste una cifra unica: l'ingombro dipende dalla potenza e dalle dimensioni del singolo modulo installato, che variano da produttore a produttore. Per questo dato va consultata la scheda tecnica del modulo scelto insieme all'installatore; PVGIS lavora in kWp di potenza installata e non calcola superfici in metri quadri.
PVGIS è affidabile?
PVGIS fornisce una stima media basata su una serie storica di anni passati, non una previsione dell'anno specifico, e riporta lo scarto standard per indicare quanto questa media può oscillare. È uno strumento affidabile come riferimento statistico, ma non sostituisce un sopralluogo o un progetto tecnico.
La checklist per una simulazione fatta bene
Prima di considerare valida una simulazione, o di confrontarla con un preventivo ricevuto, conviene verificare di aver dichiarato ogni elemento che influisce sul risultato:
- Località: coordinate precise dell'edificio, non il centro del comune.
- Database e versione: PVGIS-SARAH3 con PVGIS 5.3, oppure la combinazione usata se diversa.
- Potenza: kWp in condizioni di test standard (STC), coerenti con la scheda tecnica dei moduli.
- Perdite di sistema: valore dichiarato esplicitamente, a partire dal 14% predefinito.
- Montaggio: libero o integrato nell'edificio, con la relativa differenza di temperatura dei moduli.
- Inclinazione e azimut: valori inseriti manualmente o calcolati da PVGIS come ottimali.
- Orizzonte: profilo predefinito, disattivato o caricato manualmente per ombre locali.
- Salvataggio: il PDF o il CSV scaricato a fine simulazione, che conserva data e input usati.
Le stime prodotte da PVGIS restano una media statistica utile a verificare l'ordine di grandezza di un preventivo o a orientare una prima valutazione: non sono garanzie di produzione e non sostituiscono il progetto di un installatore o di un tecnico abilitato, l'unico che possa valutare in modo puntuale il tetto, l'ombreggiamento reale e la configurazione elettrica dell'impianto.




