La strategia green hydrogen China rappresenta il tentativo più ambizioso al mondo di rendere l'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili un vettore energetico mainstream, sfruttando l'abbondante capacità solare ed eolica del Paese per decarbonizzare i settori hard-to-abate come l'acciaio e i trasporti pesanti.
- La Cina punta a produrre idrogeno verde a costi inferiori a 2 $/kg entro il 2030, grazie all'economia di scala e all'integrazione con le rinnovabili.
- Pechino ha integrato l'idrogeno verde nei propri piani quinquennali, stanziando oltre 20 miliardi di dollari in sussidi e infrastrutture.
- Entro il 2026 la capacità di elettrolisi installata in Cina potrebbe superare i 10 GW, pari a oltre il 50% della capacità globale.
- I progetti pilota nelle province di Ningxia, Gansu e Xinjiang collegano direttamente parchi solari ed eolici a impianti di elettrolisi.

L'idrogeno è spesso indicato come il "Santo Graal" dell'energia pulita, ma fino a pochi anni fa i costi di produzione lo rendevano proibitivo. La Cina, forte di una capacità installata di solare ed eolico che a fine 2025 ha superato i 1.200 GW secondo i dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA), ha oggi le condizioni per cambiare le regole del gioco. Questo articolo analizza come Pechino stia trasformando l'idrogeno verde da promessa tecnologica a realtà industriale, quali sono i numeri, le politiche e le barriere che ne definiranno il successo.
Che cos'è l'idrogeno verde e perché la Cina è in una posizione unica?
Idrogeno verde è l'idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell'acqua utilizzando esclusivamente elettricità da fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico). A differenza dell'idrogeno grigio (da gas naturale, con emissioni di CO₂) e dell'idrogeno blu (da gas naturale con cattura della CO₂), l'idrogeno verde non genera emissioni durante la produzione, ma il suo costo è storicamente superiore. La green hydrogen China sfrutta il vantaggio competitivo dei bassissimi costi dell'elettricità rinnovabile cinese: secondo BloombergNEF, nel 2025 il costo livellato dell'elettricità (LCOE) per il solare utility-scale in Cina ha raggiunto 0,025 $/kWh, il più basso al mondo. Questo rende l'elettrolisi economicamente più sostenibile rispetto a qualsiasi altro Paese, avvicinando la parità di costo con l'idrogeno grigio già entro il 2027.
I tre fattori chiave del vantaggio cinese
- Capacità rinnovabile installata: la Cina produce oltre il 30% dell'elettricità globale da solare ed eolico, con un record di 340 GW installati nel solo 2024.
- Industria manifatturiera degli elettrolizzatori: aziende come Longi, Sinopec e Cockerill Jingli hanno portato il costo degli elettrolizzatori alcalini sotto i 400 $/kW, contro i 700-900 $/kW dei competitor europei.
- Volontà politica: il XIV Piano Quinquennale (2021-2025) ha identificato l'idrogeno come pilastro strategico, con un target di 50.000 veicoli a celle a carburante e 1.000 stazioni di rifornimento entro il 2025.
Quali sono i costi attuali e le proiezioni per l'idrogeno verde cinese?
Secondo un rapporto del China Hydrogen Alliance, nel 2025 il costo medio di produzione dell'idrogeno verde in Cina si attesta tra 2,8 e 3,2 $/kg, mentre l'idrogeno grigio costa circa 1,5 $/kg. La differenza si sta riducendo rapidamente grazie alla diminuzione del costo degli elettrolizzatori e all'aumento delle ore di funzionamento a pieno carico. Le proiezioni al 2026 indicano un costo compreso tra 2,5 e 2,8 $/kg per i progetti integrati con parchi solari ed eolici dedicati. Per facilitare il confronto, ecco una tabella riassuntiva:
| Tipo di idrogeno | Costo 2021 ($/kg) | Costo 2025 ($/kg) | Stima 2026 ($/kg) |
|---|---|---|---|
| Grigio (da gas naturale) | 0,9 – 1,3 | 1,2 – 1,6 | 1,1 – 1,5 |
| Blu (da gas + CCS) | 1,5 – 2,0 | 1,8 – 2,3 | 1,7 – 2,2 |
| Verde (elettrolisi da solare/eolico) | 4,0 – 5,0 | 2,8 – 3,2 | 2,5 – 2,8 |
Fonte: China Hydrogen Alliance, BloombergNEF (2025).

In quali settori viene già utilizzato e quali sono i progetti più avanzati?
I primi impieghi su larga scala riguardano due ambiti: la produzione di ammoniaca verde (per fertilizzanti) e l'idrogeno per l'industria siderurgica. A Baotou, nella Mongolia Interna, è operativo dal 2024 il più grande impianto integrato al mondo, con 1 GW di solare e 500 MW di elettrolisi, in grado di produrre 20.000 tonnellate annue di idrogeno verde. Nella regione di Hebei, il produttore di acciaio HBIS Group ha avviato un impianto dimostrativo che sostituisce il carbone da coke con idrogeno verde per la riduzione diretta del ferro (DRI), riducendo le emissioni del 60% per tonnellata di acciaio. Nel settore dei trasporti, Pechino ha stanziato 1,5 miliardi di dollari per la rete di stazioni di rifornimento a idrogeno, che a metà 2025 contava oltre 300 stazioni attive, concentrate nelle aree metropolitane di Shanghai, Pechino e Foshan.
Quali sono le principali sfide infrastrutturali?
Nonostante i progressi, l'infrastruttura per lo stoccaggio e il trasporto dell'idrogeno resta il punto debole della strategia. Attualmente l'idrogeno viene trasportato principalmente in forma compressa (350-700 bar) o liquefatta (-253 °C), con costi logistici che possono raddoppiare il prezzo finale. La Cina sta investendo in progetti di gasdotti dedicati: il più importante, il China West-East Hydrogen Pipeline, collegherà Xinjiang e Shanghai entro il 2028, con una capacità di 4 milioni di tonnellate annue. Nel frattempo, alcune aziende testano il blending di idrogeno fino al 10% nelle reti del gas naturale esistenti, riducendo i costi di trasporto immediati.
Che ruolo gioca il governo cinese nel sostenere l'idrogeno verde?
Il governo cinese agisce su tre fronti: domanda, offerta e infrastrutture. Sul lato offerta, eroga sussidi diretti fino a 0,5 $/kg per l'idrogeno verde prodotto in aree con alta penetrazione di rinnovabili (Ningxia, Gansu, Qinghai). Sul lato domanda, le città pilota (Foshan, Zhangjiakou, Shanghai) devono garantire che almeno il 30% dei nuovi veicoli pubblici sia a celle a carburante entro il 2026. Il National Energy Administration (NEA) ha inoltre approvato 23 progetti dimostrativi per l'idrogeno nell'industria pesante, con un investimento complessivo di 12 miliardi di dollari. Queste misure sono state introdotte per allinearsi agli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2060, come discusso anche nell'articolo su Cina obiettivi climatici 2030: nuove regole per data center e industria pesante.
Quali sono i rischi e le barriere allo sviluppo?
Tre fattori principali limitano la diffusione dell'idrogeno verde in Cina. Primo, la disponibilità di acqua: l'elettrolisi richiede acqua purificata, e le province con maggiore irradiazione solare (Xinjiang, Gansu) sono anche quelle più aride, sollevando problemi di approvvigionamento idrico. Secondo, la competizione con l'elettrificazione diretta: per il trasporto leggero e il riscaldamento domestico, le batterie e le pompe di calore sono già più efficienti dell'idrogeno, limitandone i casi d'uso ai soli settori difficili da elettrificare. Terzo, la volatilità del mercato internazionale: la Cina esporta già elettrolizzatori in Europa e Medio Oriente, ma le incertezze tariffarie e politiche potrebbero frenare gli investimenti su larga scala.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra idrogeno grigio, blu e verde?
Idrogeno grigio è prodotto da gas naturale con emissioni di CO₂. Idrogeno blu deriva da gas naturale ma con cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS). Idrogeno verde è ottenuto per elettrolisi dell'acqua usando solo elettricità rinnovabile, senza emissioni di CO₂. Per un approfondimento sulle differenti tipologie, consulta l'articolo dedicato idrogeno grigio blu e verde: tutto quello che c'è da sapere.
La Cina produrrà idrogeno verde per uso domestico o per esportazione?
Inizialmente l'idrogeno verde cinese sarà destinato al mercato interno per decarbonizzare industria e trasporti pesanti. Tuttavia, la Cina sta già esportando elettrolizzatori e componenti, e dal 2028 potrebbe iniziare a esportare ammoniaca verde (vettore di idrogeno) verso Giappone e Corea del Sud.
Quanto costa un chilogrammo di idrogeno verde in Cina nel 2026?
Nel 2026 il costo è stimato tra 2,5 e 2,8 $/kg per i progetti integrati con fonti rinnovabili dedicate, in calo del 40% rispetto al 2021. L'obiettivo cinese è scendere sotto i 2 $/kg entro il 2030.
Quali aziende italiane sono coinvolte nella filiera dell'idrogeno verde cinese?
Alcune aziende italiane forniscono tecnologie per gli elettrolizzatori e sistemi di compressione, tra cui Snam (tramite accordi con Enapter) e Maire Tecnimont, ma la quota è ancora marginale rispetto ai fornitori cinesi.
Conclusione
La corsa della Cina all'idrogeno verde è, al 2026, il più serio tentativo globale di rendere questo vettore energetico economicamente sostenibile. Grazie alla combinazione di costi delle rinnovabili da record, capacità manifatturiera e volontà politica, Pechino sta costruendo un ecosistema industriale che potrebbe ridefinire gli equilibri dell'energia pulita. Per gli osservatori europei, la strategia cinese rappresenta sia un modello da studiare sia un campanello d'allarme: l'idrogeno verde made in China potrebbe diventare competitivo prima del previsto, con implicazioni per la decarbonizzazione globale. Il consiglio per chi segue il settore è di monitorare i progetti nelle province di Ningxia e Xinjiang, dove si stanno scrivendo le regole del futuro energetico mondiale.

