Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha ufficialmente pubblicato il primo atto di concessione dedicato allo sviluppo dell’agrivoltaico nell’ambito del PNRR. L’operazione, attesa da settimane, sblocca finalmente le prime graduatorie dei beneficiari ammessi ai fondi della Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Solo per il comparto agro‑voltaico vengono stanziati oltre 776 milioni di euro, una cifra che rappresenta una svolta concreta per l’integrazione tra produzione agricola e generazione di energia solare.

Cosa significa l’atto di concessione per l’agrivoltaico PNRR?
L’atto di concessione è il documento che dà il via libera formale all’erogazione delle risorse pubbliche. In attuazione del Decreto Legge PNRR 2026, il GSE ha pubblicato due atti distinti: uno per l’agrivoltaico e uno per il biometano. Questo passaggio è fondamentale perché permette di aprire le graduatorie e identificare i progetti che potranno ricevere i contributi. I fondi provengono dalla Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e sono destinati a sostenere impianti che combinano attività agricola e fotovoltaico, evitando il consumo di suolo e migliorando la resa dei terreni.
Quali progetti potranno accedere ai finanziamenti?
I criteri per accedere ai 776 milioni di euro sono dettagliati nell’atto di concessione. In generale, sono ammessi impianti agrivoltaici di nuova costruzione o potenziamento che rispettino precisi requisiti di integrazione con le coltivazioni. Tra i punti chiave:
- Superficie minima di terreno agricolo coinvolta, con obbligo di mantenere la continuità dell’attività produttiva.
- Potenza installata compresa tra 1 MW e 20 MW per singolo progetto.
- Utilizzo di tecnologie innovative come pannelli semitrasparenti o sistemi di tracking che ottimizzino la luce per le colture.
- Presentazione di un piano di business che dimostri la sostenibilità economica dell’investimento.
I beneficiari possono essere imprese agricole, cooperative, società energetiche e consorzi, purché localizzati in Italia e in regola con le normative ambientali e urbanistiche. Come sottolinea l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), l’agrivoltaico rappresenta una delle soluzioni più promettenti per coniugare sicurezza alimentare e decarbonizzazione, soprattutto in un Paese come l’Italia dove il settore primario ha un peso significativo.
I numeri dell’agrivoltaico in Italia: cosa dicono i dati?
Secondo le stime del settore, l’Italia conta già oltre 200 progetti agrivoltaici in fase di sviluppo o realizzazione, ma il PNRR punta a moltiplicare questa cifra. I 776 milioni di euro stanziati per il primo atto di concessione si aggiungono ad altre misure del Piano, come i bandi per le comunità energetiche e l’eolico off‑shore. In totale, la Missione 2 del PNRR destina all’agrivoltaico circa 1,1 miliardi di euro nel periodo 2023‑2026, rendendo l’Italia uno dei primi paesi europei per investimenti pubblici in questo ambito.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha già pubblicato le prime graduatorie provvisorie, che verranno integrate con l’atto definitivo. I progetti selezionati dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, pena la revoca dei contributi. Questo calendario stretto impone agli operatori di muoversi rapidamente: dalla progettazione alla richiesta di autorizzazioni, ogni fase è cronometrata.
I vantaggi concreti per gli agricoltori e il territorio
L’agrivoltaico non è solo una tecnologia energetica, ma un modello che può rilanciare l’agricoltura italiana. Tra i benefici più evidenti:
- Doppia fonte di reddito: si vende l’energia prodotta e si continua a coltivare.
- Protezione delle colture: i pannelli riducono lo stress idrico e termico, migliorando la qualità delle produzioni.
- Efficienza energetica: gli impianti possono alimentare direttamente le aziende agricole, tagliando i costi in bolletta.
- Valorizzazione del suolo: si evita la cementificazione e si mantiene la biodiversità.
Come presentare domanda per i fondi PNRR agrivoltaico?
Le domande possono essere inviate esclusivamente attraverso il portale del GSE, utilizzando la procedura telematica dedicata. È necessario allegare:
- Documentazione tecnica dell’impianto (layout, relazione agronomica, calcoli energetici).
- Documentazione amministrativa (permessi edilizi, autorizzazioni paesaggistiche se in zone vincolate).
- Piano economico‑finanziario con copertura del cofinanziamento (almeno il 30% del costo totale).
Il GSE valuterà i progetti in base a criteri di merito, come l’innovazione, l’impatto occupazionale e la sinergia con la produzione agricola locale. Per chi è interessato, è consigliabile affidarsi a un tecnico qualificato e monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali del GSE.
Prospettive future: cosa aspettarsi dopo l’atto di concessione
Con questo primo atto di concessione, l’agrivoltaico PNRR esce dalla fase teorica e diventa operativo. Le prossime settimane vedranno la pubblicazione delle graduatorie definitive e l’avvio dei cantieri. L’obiettivo del Governo è installare entro il 2026 almeno 1,5 GW di potenza agrivoltaica, un contributo significativo al target complessivo di 70 GW di rinnovabili al 2030. Se realizzato, questo percorso potrebbe trasformare il volto delle campagne italiane, rendendole non solo produttrici di cibo ma anche di energia pulita.
Per rimanere aggiornati, consigliamo di consultare regolarmente le sezioni dedicate del sito del GSE e di partecipare ai webinar informativi che l’ente organizza per gli operatori. L’agrivoltaico è una delle leve più concrete della transizione energetica italiana – ora che i fondi sono sbloccati, tocca ai territori cogliere l’opportunità.

